Il risveglio dei talenti

Tempi difficili, quelli che corrono. Il paese in corsa per salvare il salvabile: tagli, manovre, politiche di soccorso entrano nei nostri giorni sotto forma di portafogli più leggeri e di nuove esigenze rimaste insoddisfatte. Non ce lo siamo cercati, d’accordo, ma dobbiamo inevitabilmente farci i conti, proprio quelli con i numeri. E visto che di fronte a una situazione abbiamo la possibilità di scegliere in che modo reagire, in questo caso possiamo abbandonarci alla disperazione di “lacrime e sangue” oppure cogliere il segnale come un’opportunità di fare un passo avanti.

«Storia magistra vitae». La storia ce lo insegna: i progressi, le invenzioni, i nuovi passi che l’uomo ha compiuto nella sua lunga storia arrivano tutti da lì, da un bisogno a cui dare risposta. E ancora una volta, la saggezza popolare dei nostri nonni (che a quanto pare sapevano già tutto….) arriva fino a noi per dircelo, che «la necessità aguzza l’ingegno» e ancora «di necessità, virtù».

Questa crisi e questo stato di bisogno potrebbero davvero essere un’opportunità per risvegliare i talenti assopiti che giacciono dentro noi, un’occasione per riscoprire ingegno, virtù, abilità e fantasia.

Mi guardo intorno, nella mia piccola cerchia di mondo, e osservo gli esempi che tutto questo ha già prodotto. Come al solito, comincio da me. Una scorta abbondante di legna, scarto del rifacimento di un tetto, è diventata la nostra personalissima fonte di ispirazione per una grande quantità di progetti. Il falegname di casa (che, per inciso, non lo è di professione), dopo qualche ricerca in rete e qualche pagina di bozzetti, che già da soli sono un capolavoro, ha costruito una bellissima panchina in legno destinata al balcone. Da questo trono d’eccezione, Lorenzo si è gustato i suoi primi biberon all’aria aperta, cullato dalla primavera e dal talento di papà. Lo stesso vecchio tetto è stato anche il protagonista del nostro Natale handmade: grazie alle mani e alla fantasia, è stato trasformato in una serie di casette per uccellini destinate a rallegrare le dimore dei nostri amici, e in una gallina impettita e colorata che ha fatto la felicità della sottoscritta.

Ancora. Alessandro ha due bimbe, e una lettera a Babbo Natale ogni anno più lunga. Questa volta contemplava, fra le altre cose, un’altalena «grande e colorata come quella dell’asilo», dove “grande” sta per costosa e “colorata” equivale a plastica. Costosa e di plastica, due volte scomoda. All’inizio ha pensato di vestire i panni dell’ingegnere, armarsi di attrezzi e pazienza e costruirla grazie al solito tetto smantellato. Poi, siccome tutto è sempre molto più semplice, si è affacciato alla finestra e ha scrutato tra i rami della vecchia quercia in giardino, dove ha trovato l’idea. Risultato: due corde robuste e un piccolo pezzo di legno ben levigato hanno dato vita all’altalena più bella… colorata, grazie al cuscino imbottito procurato dalla mamma, e grande, grandissima, perché le corde legate al ramo, in realtà, arrivano così in alto da sembrare appese direttamente al cielo. E non c’è asilo che tenga.

Francesca ama cucinare dolci e la sua fama di pasticcera si è presto diffusa oltre le mura domestiche: non c’è festa all’asilo del suo bimbo che non venga addolcita da una delle sue famose torte. Le altre mamme apprezzano e piano piano hanno cominciato a commissionarle dolci per le più svariate occasioni. In cambio ha ricevuto, nell’ordine: un cappellino fatto a mano per il suo piccolo, qualche vasetto di marmellata fatta in casa e due pomeriggi di baby-sitting da parte di un’amica, in un gioco di scambi e baratti degno di una vera banca del tempo.

Sono solo piccoli esempi che possiamo facilmente ritrovare attorno a noi. Non si tratta necessariamente (pur senza escluderlo) di scoprirsi falegnami e pasticceri tanto da farne un nuovo lavoro, quanto, piuttosto, di attivare risorse e abilità, stimolati dalla giusta attenzione al denaro, all’ambiente e alle persone. Capacità, ingegno e soprattutto fantasia, per nuovi passi in avanti, verso di noi. 

Comments
2 Responses to “Il risveglio dei talenti”
  1. Grazie,
    questa mattina mi serviva leggere queste parole,
    La meraviglia della vita è il viaggio, non la conclusione.
    Agostina

  2. mariateresa says:

    baratto – scambio –
    parole che al giorno d’oggi fanno un po’ paura –
    meraviglioso modo di concepire l’oggi e anche il domani – riunirsi nel cortile e scambiarsi idee, ricette.. stare con i propri figli e quegli degli altri tuoi vicini… darsi una mano-
    speriamo sempre in un mondo più umano – ma se è vero che l’umano fa l’umanità… perchè siamo tanto tesi e stressati sempre a guardare l’orologio con la fretta di andare da qualche parte.. e perderci il meglio che questa vita ci può offrire..?

    Vado in cucina a fare una bella torta – poi telefono all’enel che venga a ritirare il mio scambio… (lo so che non funziona così.. però volevo farvi ridere – questo è ciò che chiamo “English humor”…ahahahah

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